Dal Chierici all’Europa: quando la democrazia si impara "sul campo" a Bruxelles

Diciannove studenti del Liceo Artistico "G. Chierici" protagonisti di un progetto Erasmus unico: tra simulazioni al Consiglio UE, incontri con funzionari e un gemellaggio con Valencia, hanno scoperto che il futuro si costruisce solo con la collaborazione.
REGGIO EMILIA – Non è stata la solita gita scolastica, ma un vero e proprio tuffo nel cuore pulsante delle istituzioni europee. Dal 24 al 29 novembre, diciannove studenti delle classi quarte del Liceo artistico Gaetano Chierici hanno partecipato alla mobilità PNRR Erasmus denominata “European democratic education in Brussels”. Un’esperienza di alto valore formativo che ha trasformato la capitale belga in un’aula a cielo aperto. L'iniziativa, programmata dalla prof.ssa Paola Panciroli, responsabile dei progetti Erasmus, ha permesso ai ragazzi di vivere un’esperienza di mobilità internazionale dal forte impatto formativo e civico
Oltre i libri: il confronto con i funzionari
A differenza delle classiche visite turistiche, i ragazzi hanno avuto l'opportunità di confrontarsi direttamente con i funzionari di Parlamento, Commissione e Consiglio dell’Unione Europea. Hanno analizzato i meccanismi di formulazione delle leggi e l'impatto reale dell'UE sulla vita quotidiana dei cittadini.
"È stato molto interessante visitare la sede del Parlamento," racconta Giulio Iotti (4B), sottolineando come l'uso dell'inglese in contesti reali lo abbia reso più sicuro di sé. Per Marta Cianciaruso, il momento più forte è stato entrare nell’emiciclo: "Vederlo in TV è una cosa, ma viverlo di persona, dove si prendono decisioni per tutti noi, mi ha fatto sentire parte di qualcosa di grande".
La "scoperta" della collaborazione
Il cuore del progetto è stato il lavoro di squadra con i coetanei spagnoli della scuola IES Camp De Turia di Valencia. Insieme, presso la Camera di Commercio italo-belga, hanno elaborato progetti di comunicazione sui contenuti appresi.
Proprio qui è emerso l’aneddoto più significativo: alla richiesta di una parola chiave per descrivere l'esperienza, una studentessa ha risposto “collaborazione”. Se inizialmente lo staff Erasmus pensava si riferisse al lavoro di gruppo tra compagni, la ragazza ha sorpreso tutti spiegando che la vera scoperta è stata comprendere che solo attraverso la collaborazione tra istituzioni e Paesi diversi si può costruire l'Europa delle nuove generazioni. Un’idea di Unione complessa, ma fondata sul confronto.

La voce dei docenti
"La mobilità apre gli studenti a nuove energie e favorisce autonomia e responsabilità," spiega la prof.ssa Anna Lombardini, coordinatrice del gruppo a Bruxelles. "In contesti internazionali, i ragazzi mostrano capacità di adattamento che in aula spesso non emergono; tornano più maturi e con uno sguardo ampio sul futuro".
Un’esperienza che prosegue al rientro in classe
L’esperienza non finisce con il ritorno a Reggio. Gli elaborati prodotti sono stati caricati sulla piattaforma eTwinning per diventare materiale di studio per tutto il Liceo in chiave di educazione civica. Inoltre, il team dedicato della scuola sta già lavorando alla creazione di un podcast per raccontare le voci e le emozioni di questa avventura europea.
I protagonisti della mobilità: Iman Ammi, Linda Arduini, Micol Bernardini, Manuela Brandi, Alice Cappi, Wanxing Sabrina, Marta Cianciaruso, Cecilia Corbelli, Alice Cristofori, Danials Ghirelli, Luca Ferrari, Giulia Ghirri, Giulio Iotti, Tina Jiaqi Jin, Samanta Messori, Greta Olivi, Elisa Orlandini, Edouard Pizzolla, Marta Virgilli. Accompagnatori: Anna Lombardini, Elena Aterelli, Simone Balzanetti e Silvia La Ferrara
