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Tra le molte conseguenze negative dell’hashtag “Io resto a casa” (fondamentale, però, occorre ribadirlo, anche per i ragazzi e le ragazze che rappresentano il volto spensierato della nostra comunità scolastica) v’è l’impossibilità di confrontarsi direttamente con il patrimonio storico-artistico, una limitazione davvero gravissima, nonostante da qualche tempo si assista alla proliferazione incontrollata di ingannevoli mostre “virtuali” che paiono incontrare il gusto di un pubblico, ahinoi, sempre più vasto. Il Liceo Chierici, come altre istituzioni culturali, in un frangente così drammatico ha deciso di scendere in campo, mettendo a disposizione in rete una serie di brevi letture stilistiche dedicate a opere presenti a Reggio Emilia: i testi, affidati a docenti di Storia dell’Arte e strutturati secondo il modello offerto da specialisti come Eugenio Riccomini, Tomaso Montanari o, per quanto riguarda l’ambito locale, Attilio Marchesini, intendono garantire un agile ma solido inquadramento dei materiali, che speriamo di poter tornare ad apprezzare, quanto prima, “de visu”.

articolo completo di Antonio Brighi